Questa puntata esplora il mio studio sulla natura della rappresentazione teatrale analizzando il legame profondo tra l’identità dell’attore e la verità dell’essere umano.

Metto a confronto visioni radicali, come il “Teatro della Crudeltà” di Artaud e il “teatro povero” di Grotowski, per dimostrare come la scena possa trasformarsi in uno spazio rituale e ontologico. Attraverso il pensiero di filosofi come Deleuze, Derrida e Foucault, esamino il superamento della semplice imitazione a favore di un evento creativo che coinvolge il corpo e il tempo in modo simile al sogno.

L’indagine si estende anche alla dimensione etica e spirituale, citando figure come Karol Wojtyla e Romano Guardini per definire l’atto umano come rivelazione della persona.